Rita

Rita era una parrucchiera, aveva la sua attività in via Ridolfini, come tante sue colleghe. Negli anni si era fatta una sua clientela che gli permetteva di andare avanti con la sua attività. Purtroppo al contrario di Andrea il pizzaiolo e Marco il barista, non è riuscita a riaprire perchè l'edificio accanto a quello dove Andrea ha la sua pizzeria è inagibile. E allora Rita si è trovata difronte ad una scelta (come tante partite IVA), arrangiarsi come poteva per riprendere il prima possibile a lavorare, oppure cambiare completamente e reiventarsi un nuovo lavoro.
Rita, coraggiosamente ha preso questa decisione, ha aperto a Matelica una nuova attività ed ora si occupa di abbigliamento sportivo.
In questi tempi molto difficili ci vuole un gran coraggio a prendere una decisione del genere, ma Rita lo ha fatto, allontanandosi, penso sicuramente a malincuore, dalla sua città.
Il grande problema che si dovrà affrontare è proprio quello dell'abbandono, dell'emigrazione dai luoghi pesantemente colpiti da questa tragedia. Soprattutto le attività a partita IVA, hanno iniziato a fare i conti con forti cali di fatturato, non solo dipesi dalla desertificazione dei comuni maggiormente colpiti dal sisma del 2016 per intenderci quelli che voglio rinominare del "Cratere Rosso", che sono Camerino, Muccia, Pievetorina, Pievebovigliana, Visso, Castelsantangelo sul Nera e Ussita.
In questi luoghi il tempo pare fermo a due anni fa, se si escludono la presenza delle SAE.
Ma anche dove le SAE sono state consegnate e la gente è ritornata, vi si avverte, forte, il senso di smarrimento e di attesa.
Attesa di un ritorno alle proprie vere case, che sarà lunghissimo.
E per molti non basterà quel che resta della loro vita.